Il sottosuolo è del condominio

Il sedime del fabbricato costituisce il limite ultimo della proprietà individuale oltre il quale essa non si può estendere anche nel caso in cui sia nel piano più basso dell’edificio. Lo ha stabilito la Cassazione (sentenza 9 marzo 2006 n.5085) affermando che in materia di condominio non può trovare applicazione il principio generale secondo cui, estendendosi la proprietà del suolo anche al sottosuolo con tutto ciò che vi contiene, è data la possibilità al proprietario di eseguire qualsiasi scavo od opera purché non rechi danno al vicino.

CONDIZIONATORI RUMOROSI

Chi abita in un condominio deve controllare che il proprio condizionatore non sia troppo rumoroso, perché in caso di superamento dei limiti imposti dalla legge rischia una condanna per disturbo al riposo delle persone. Lo ha stabilito la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando la condanna inflitta al titolare di un ambulatorio medico che disturbava i vicini a causa della elevata rumorosità dell’impianto di climatizzazione. La Suprema Corte ha in proposito sottolineato che, per la sussistenza della contravvenzione prevista dal primo comma dell’art. 6

Distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento

Essersi distaccati dall'impianto centralizzato di riscaldamento di un condominio non esonera automaticamente il condomino dal pagare le rate se usufruisce comunque del calore. È quanto ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (680/2005), che ha specificato al riguardo che il riscaldamento deve essere pagato anche da chi abbia in affitto un locale ad uso non abitativo, qualora sia dimostrato che, nonostante la mancanza dei radiatori, tuttavia l'immobile "benefici in una certa misura dell'esistenza dell'impianto di riscaldamento esistente nel fabbricato", in quanto, essendo tutti i piani riscaldati, l'appartamento "riceve calore per la presenza nei muri delle tubazioni del riscaldamento.

A novembre la scelta per l’imponibilità Iva sugli immobili strumentali

L’Agenzia delle Entrate comunica modalità e termini per registrazione dei contratti di locazione e scelta opzionale dell’Iva

Per tutti i contratti di locazione assoggettati a Iva ed in corso al 4 luglio 2006 scatta l’obbligo di registrazione. È quanto stabilisce il decreto legge 223/2006, convertito con la legge n. 248 del 4 agosto 2006. Termini e modalità sono contenute nella circolare che l’Agenzia delle Entrate ha diffuso nei giorni scorsi.

La registrazione dovrà essere effettuata per via telematica dal 2 al 30 novembre 2006. Sono esclusi dall’obbligo di presentazione telematica i soli contribuenti persone fisiche (conduttori) che non agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni, che pertanto possono adempiere a tali obblighi con le modalità non telematiche di cui al testo unico dell’impos ta di registro.

La chiusura di un balcone è soggetta a concessione

TAR Campania-Napoli, sez. IV, sentenza 28.02.2006 n° 2451

Sono assoggettate a concessione edilizia non le sole attività di edificazione, ma tutte quelle consistenti nella modificazione dello stato materiale a della conformazione del suolo per adattarlo ad un impiego diverso da quello che gli è proprio, in relazione alla sua condizione naturale ed alla sua qualificazione giuridica.

(Nella specie, la chiusura del preesistente balcone mediante apposizione di un infisso – per quanto smontabile - in alluminio e vetro comporta trasformazione urbanistica in ragione della sua destinazione ad uso non limitato nel tempo e della alterazione prodotta nello stato del territorio, stante il suo rilievo ambientale e funzionale.)

Locazione non abitativa

In applicazione del principio generale della libera determinazione del canone nei contratti di locazione di immobili urbani ad uso diverso dalla residenza (industriale, commerciale, artigianale, alberghiero, ecc.), la Corte di Cassazione (sentenza della Sez. III civile, 8 maggio 2006, n. 10500) ha ribadito la legittimità delle clausole che prevedono un canone in misura differenziata e crescente per successive frazioni di tempo nell’arco del rapporto contrattuale, a prescindere dagli aggiornamenti annuali effettuati sulla base delle variazioni dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati se contrattualmente previsti ai sensi dell’art. 32 della Legge 392/1978. Secondo i giudici, però, tali clausole sono valide solo se gli aumenti del canone sono legati ad elementi particolari che incidono sull’equilibro economico del contratto: come nel caso in cui il conduttore si faccia carico delle spese per i lavori di ristrutturazione dell’immobile.

Ripartizione delle spese sulle parti comuni del condominio

Il condominio e’ un "ente di gestione" nel senso che provvede attraverso l’amministratore ad erogare le spese occorrenti alla manutenzione delle parti comuni con evidente ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie tra i condomini.

La ripartizione delle spese costituisce uno dei motivi di maggiori conflitti tra amministratore e condomini.

I criteri circa la ripartizione delle spese sono previsti dal codice civile agli articoli 1123, 1124, 1125, 1126.

1123. Ripartizione delle spese.

Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.

Distanze legali nei rapporti tra il condominio ed il singolo condomino

Le norme sulle distanze legali sono applicabili anche nei rapporti tra i condomini di un edificio condominiale quando siano compatibili con l'applicazione delle norme particolari relative all'uso delle cose comuni (art. 1102 c.c.), cioè quando l'applicazione di quest'ultime non sia in contrasto con le prime; nell'ipotesi di contrasto prevalgono le norme sulle cose comuni con la conseguente inapplicabilità di quelle relative alle distanze legali che nel condominio degli edifici e nei rapporti fra singolo condomino e condominio, sono in rapporto di subordinazione rispetto alle prime.

Condominio e Privacy- Pubblicate le istruzioni del Garante . In bacheca solo gli avvisi di carattere generale


Il Provvedimento del Garante della Privacy del 18 maggio 2006, che discipina il trattamento di dati personali nell'ambito dell'amministrazione condominiale, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2006, n. 152.
In questo provvedimento si legge, tra l'altro, che, in ambito condominiale,9 possono essere trattate senza il consenso dell'interessato le "sole informazioni personali pertinenti e necessarie rispetto allo svolgimento delle attività di gestione ed amministrazione del condominio ed idonee a determinare le posizioni di dare e avere dei singoli partecipanti".

Facoltà di sopraelevazione nel condominio

La facoltà di sopraelevare concessa dall’art. 1127 del Cod. civ., comma 1, al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio condominiale, ove l’ultimo piano appartenga pro diviso a più proprietari, spetta a ciascuno di essi nei limiti della propria porzione di piano con utilizzazione dello spazio aereo sovrastante a ciascuna porzione e nel rispetto dei limiti di cui all’art. 1127 Cod. civ., commi 2 e 3. È questo il principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione, II sezione civile, nella sentenza n. 4258 depositata il 24 febbraio 2006.

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