Deliberazione Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici 11 luglio 2006 n. 52.


Articoli 24 - Codice 24.2


L’art. 24, comma 1, lett. a), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.ammette il ricorso alla trattativa privata, per lavori di importo complessivo non superiore ai 300.000 euro, nel rispetto dell’art. 41 del R.D. n. 827/1924.

Come evidenziato da autorevole dottrina e costante giurisprudenza, l’urgenza richiesta dalla normativa di cui sopra deve scaturire da cause impreviste ed avere carattere cogente ed obiettivo, sicché non possono integrare gli estremi dalla stessa richiesti quelle urgenze che derivano da eventi prevedibili o che sono divenute tali per un comportamento omissivo dell’Amministrazione.

Conseguentemente si ritiene che, qualora il ricorso alla trattativa privata, motivato dalla stazione appaltante con l’urgenza di eseguire i lavori, sia invece imputabile ad una carente programmazione degli interventi, non ricorrono i presupposti di legge di cui al citato art. 24, comma 1, lett. a), d ella legge n. 109/94 e s.m. e di cui all’art. 41, comma 1, punto n. 5), del R.D. n.827/1924.

Obbligatori i tesserini di riconoscimento in cantiere dal 1° Ottobre

La Legge 4 agosto 2006, n. 248 (conversione del D.L. Bersani) introduce, all’ art. 36 bis, misure per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ai sensi del comma 4 del citato art. 36 bis, a decorrere dal 1° ottobre 2006, nell’ambito dei cantieri edili, i datori di lavoro dovranno munire il personale occupato di un’apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.
Tutti i lavoratori presenti in cantiere, compresi i lavoratori autonomi (che devono provvedervi per proprio conto), sono tenuti ad esporre il tesserino.

Costi delle Sicurezza: esclusi dal ribasso solo i costi del Psc .

L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è recentemente intervenuta sull’applicazione del Regolamento sui Contenuti Minimi dei Piani di Sicurezza (DPR 222/2003).

Con la Determinazione n. 4/2006 del 26 luglio 2006, l’Authority è intervenuta, in particolare, sull’applicazione dell’art. 7 del citato Regolamento, riguardante la stima dei costi per l’applicazione dei piani di sicurezza.

Nel citato provvedimento, per quanto attiene i costi della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta l’Autorità precisa che:

  • sono esclusivamente i costi della sicurezza inseriti nel PSC che devono essere evidenziati nei bandi di gara e non sono soggetti a ribasso d’asta;
  • su su tali costi non sono ammesse le giustificazioni a corredo dell’offerta, ai sensi dell’art. 87, comma 4 del Codice dei contratti pubblici approvato con d.lgs. n. 163 del 12.4.2006;
  • comunque, nel valutare la congruità delle offerte pervenute, la stazione appaltante deve procedere (ai sensi dell’art. 86 comma 3 e dall’art. 87, comma 2 del Codice) alla verifica del rispetto delle norme vigenti in tema di sicurezza e condizioni di lavoro.

Per quanto riguarda l’individuazione dei costi da stimare nel PSC la Determinazione ribadisce che:

  • sono oggetto di stima nel PSC solo i costi della sicurezza espressamente elencati nell’art. 7 comma 1 del D.P.R. 222/2003 e riferibili alle specifiche esigenze del singolo cantiere;
  • la stima deve essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura (non è cioè possibile ricorrere a stime percentuali).

In particolare la Determinazione precisa che il costo degli apprestamenti previsti nel piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) deve essere riconosciuto "per intero" alle imprese aggiudicatarie; il ponteggio, ad esempio, ai fini della determinazione del costo da non assoggettare a ribasso, va considerato per intero.

Responsabilità del committente e dell'appaltatore per ritenute e contributi dovuti dal subappaltatore. Sanzioni fino a € 200.


Numerose sono le novità introdotte dal D.L. 223/2006 che interessano il subappalto.
L'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore:

  • del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente
  • del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti

La responsabilità dell'appaltatore viene meno se questi verifica (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) che tutti i citati adempimenti sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.

Codice degli Appalti, alcune parti in vigore dal 1° febbraio 2007

E' entrato in vigore il 1° luglio il nuovo Codice degli Appalti , ma non in tutte le sue parti. L’entrata in vigore di alcuni istituti è stata infatti rinviata di sette mesi, con un emendamento del Governo alla legge di conversione del DL 173/2006 (detto milleproroghe), che il Senato ha approvato due giorni fa con voto di fiducia.

L’art. 1-octies dell’emendamento dispone lo slittamento al 1° febbraio 2007 delle norme del Codice relative a:

- centrali di committenza (art. 33)
- divieto di subappalto per l’impresa ausiliaria, in caso di avvalimento (art. 49)

Precisazioni dal Consiglio di vigilanza dell’Inail sul Durc

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto in data 17/05/06 fornisce importanti indirizzi sui requisiti essenziali che le Casse Edili devono possedere per poter rilasciare il Durc nel settore delle costruzioni.

Viene ricordato che i soggetti abilitati al rilascio del Durc per il settore dell'edilizia sono esclusivamente le Casse Edili costituite dalle parti sociali che hanno sottoscritto l'Avviso comune presso il Ministero del Lavoro il 16 dicembre 2003.

Inoltre, altro requisito essenziale all'abilitazione al rilascio del Durc è la possibilità di accedere alla banca dati nazionale delle imprese irregolari; proprio in relazione a questo aspetto, per una serie di enti che sono stati autorizzati al rilascio del Durc è in corso un contenzioso.

Tasso di mora per gli appaltatori

D. Min. Infrastrutture e Trasporti 12 maggio 2006.
Determinazione, per il periodo 1° gennaio 2006-31 dicembre 2006, della misura del tasso di interesse di mora, da applicare, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 30 del capitolato generale dell’appalto dei lavori pubblici, approvato con decreto del Ministero dei lavori pubblici 19 aprile 2000, n. 145.

Obbligo per la P.A. di redazione varianti progettuali

Negli appalti di lavori pubblici l'amministrazione appaltante ha l'obbligo di collaborare agli adempimenti dell'appaltatore, attraverso il compimento di quelle attività necessarie affinché quest'ultimo possa realizzare il risultato cui si è impegnato. In tal senso l'elaborazione di varianti in corso d'opera, che di norma costituisce una mera facoltà per la P.A., esercitabile in presenza delle condizioni previste dalla normativa vigente, può configurarsi come espressione dell'obbligo sopra descritto. E' questo il principio sancito dalla Corte Suprema di Cassazione, sezione I, con la sentenza n. 10052 del 29 aprile 2006.

Tasso di mora per appaltatori OO.PP.

Il D. Min. Infrastrutture e trasporti 12.5.2006, pubblicato nella G.U. n. 118 del 23.5.2006, ha provveduto a determinare il tasso di interesse di mora da applicare ai sensi dell'art. 30 del Capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici approvato con D.M. 19 aprile 2000, n. 145, per il periodo 1 gennaio 2006-31 dicembre 2006, nella misura del 5,35%.

Entrerà in vigore il 1° luglio 2006 il nuovo Codice degli appalti pubblici.

Il Dlgs 163/2006“Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio e prevede un periodo di vacatio legis di 60 giorni, come previsto dall’art. 257.

Il nuovo testo unico abroga la legge Merloni, la legge quadro sui lavori pubblici 109/1994, e i decreti relativi agli appalti di servizi (Dlgs 157/1995), agli appalti nei settori speciali (Dlgs 158/1995) e alle forniture (Dlgs 358/1992).

In realtà non tutte le disposizioni del Codice troveranno applicazione da luglio: ci sarà un anno di tempo per emanare il Regolamento di attuazione, che entrerà poi in vigore 180 giorni dopo la sua pubblicazione; di conseguenza fino ad allora continueranno a valere le norme ad oggi vigenti, in particolare il regolamento di attuazione della Merloni (Dpr 554/1999) e il regolamento del sistema di qualificazione (Dpr 34/2000).

fonte XML