Retroattiva della norma sull’edificabilità- "DL Bersani"

Ha efficacia retroattiva la norma contenuta nella manovra d’estate (articolo 36, comma 2 della legge 248/2006) che per la qualificazione di un’area edificabile ritiene sufficiente l’adozione del piano regolatore generale da parte del Comune, anche se non approvato dalla Regione.

Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale del Lazio, con la sentenza 238 del 3 ottobre 2006. Per il giudice capitolino, l’articolo 36 è una norma di interpretazione autentica che si applica anche ai giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore (4 luglio 2006).

Cambio di destinazione d'uso -D.i.a. o P.c.

Con la sentenza n. 3586/2006 il Consiglio di Stato ha evidenziato che il mutamento di destinazione d''uso «funzionale», vale a dire senza opere edilizie, è assoggettato a sola denuncia di inizio attività, mentre questa non è sufficiente, ed occorre invece acquisire dal Comune il titolo edilizio espresso (permesso di costruire) se la nuova destinazione d''uso determini modifiche essenziali che comportano variazioni degli standard urbanistici con riferimento alle categorie edilizie.

Quindi, sulla base dei principi di legge statale (fatte salve le diverse discipline regionali cui l''art. 10 del D.P.R. n. 380/2001 ha rimandato la determinazione di quali mutamenti d''uso di immobili siano subordinati a permesso di costruire o a denuncia di inizio attività), le modifiche funzionali degli immobili sono state liberalizzate nel senso che è sufficiente la presentazione della DIA laddove il semplice cambio di destinazione d''uso sia stato effettuato senza opere evidenti in quanto non implica necessariamente un mutamento urbanistico-edilizio del territorio comunale e, come tale, non abbisogna di concessione edilizia qualora non sconvolga l''assetto dell''area.

Ammissibilità interventi di demolizione e ricostruzione

La ristrutturazione non sempre  presuppone l'intervento fotocopia (ovvero l’abbattimento e la ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma). Va, infatti, ritenuto legittimo l'intervento di ristrutturazione mediante abbattimento e ricostruzione di un nuovo fabbricato con caratteristiche diverse da quella preesistente qualora la normativa tecnica comunale permetta la «sostituzione dell’organismo con altro in parte o in tutto diverso dal precedente anche dal punto di vista del sedime» E' questo il principio enunciato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2364/2006.

PGT in Lombardia, quali aspettative .

Ho avuto la fortuna di partecipare ai due cicli , riguardanti il governo del territorio, organizzati dal Politecnico di Milano e dalla Regione Lombardia ,riconosciuto da quest'ultima ai fini dell'art.23 della L.R. 12/2005.I corsi sono iniziati a Gennaio ed ultimati lo scorso 19 maggio. Parecchi relatori, da Avvocati ,professionisti tecnici Architetti , Ingegneri,Agronomi, Docenti universitari e Dirigenti pubblici regionali e comunali, si sono succeduti nella trattazione delle tematiche più stuzicanti ed in parte anche innovative che la L.R.12/2005 ha introdotto per quanto concerne la futura pianificazione urbanistica .

Governo del territorio: contributi agli Enti Locali

   

La giunta regionale, su proposta dell'Assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, ha approvato le misure di sostegno finanziario agli enti locali per l'attuazione della legge regionale 12/2005 per il governo del territorio (deliberazione n. 8/2323 del 5/4/2006).

"Si tratta - spiega l'Assessore Boni - di un sostegno economico rivolto ai Comuni lombardi per aiutarli nell'attuazione della legge 12, nella realizzazione dei Piani di Governo del Territorio (PGT) e dei documenti di inquadramento dei piani integrati per il recupero di aree dismesse. Un contributo importante e significativo in questa fase di accompagnamento agli enti locali, prevista dalla stessa legge 12. Prosegue inoltre la collaborazione con le Province per l'aggiornamento dei Piani territoriali di coordinamento, per i quali è dedicata una parte dei finanziamenti."

Lo sportello unico per l’edilizia

Mi vengono richieste delucidazioni sul funzionamento dello sportello unico per l'ediliza in Lombardia ,alla luce della L.R. 12/2005 e con piacere di seguito svilupperò alcune utili considerazioni.

Lo sportello unico,che proprio unico non è visto che, a dispetto del nome ce ne sono due: infatti,oltre a quello unico vero e proprio detto dell’edilizia,c’è anche quello delle attività produttive.
L’istituzione dello sportello unico per l’edilizia risale a quasi un decennio fa, ed è motivata dall’esigenza di semplificare i rapporti fra pubblica amministrazione e cittadini, dando a questi ultimi,in materia edilizia,un unico interlocutore,appunto lo sportello,anziché i numerosi uffici ai quali,altrimenti,si dovrebbe bussare per ottenere l’agognato permesso di costruire.
L’idea in fondo è che lo sportello costituisce motore di tutti gli adempimenti necessari per emanare il provvedimento amministrativo di silenzio assenso edilizio.
Riceve di fatto l’istanza del cittadino,raccoglie tutti i pareri necessari,ivi compreso il parere della commissione edilizia, convoca conferenze dei servizi comunali interessati . In concreto, lo sportello svolge tutta la fase istruttoria delle istanze di edificazione (ovvero delle denunce di attività) ed alla fine emana esso stesso il provvedimento abilitativi.
E non è finita. Lo sportello è veramente poliedrico. Provvede infatti anche a soddisfare eventuali istanze informative,certificative e di accesso agli atti dei cittadini aventi titolo, ed a ricevere,dopo l’edificazione, la richiesta di agibilità. L’attività dello sportello è coordinata da un funzionario responsabile dello stesso servizio .
Di fatto ,in materia edilizia il Sindaco e l’Assessore sono sostituiti da uno sportello come destinatario delle nostre domande.
La disciplina dello sportello unico è naturalmente contenuta nel T.U. dell’edilizia n°380/2001 (art.5) ma, in ossequio al federalismo,in Lombardia non si applicano le norme del Testo unico statale, ma quelle della recente legge regionale n° 12/2005 (art.32) in materia di governo del territorio,che ne riproduce il testo senza significative modificazioni,salvo una,assai importante. Nel resto d’Italia lo sportello è obbligatorio , in Lombardia, no . Esso è facoltativo, nel rispetto della libertà di scelta dei Comuni. E, se vogliamo in ossequio anche ad un certo al buon senso .
Nei piccoli Comuni ,ove spesso il tecnico comunale è il solo addetto al settore territorio, se non addirittura a scavalco od incaricato con altri Comuni,l’istituzione dello sportello unico sarebbe solo puramente nominale. Infatti, il tecnico sarebbe lo sportello di se stesso.
Pur vendo maturato un’esperienza soddisfacente , il funzionamento dello sportello unico per l’edilizia , ha lasciato immutati tutti gli altri problemi, in quanto lo stesso non possiede un struttura unica utilizzando all’interno dello stesso una struttura rimasta frammentata per la suddivisione delle competenze, lasciando così inalterato il frequente rimbalzo di responsabilità .
Allo sportello unico per l’edilizia si affianca,come citato, quello delle attività produttive,previsto dal D.P.R. n° 447/98 e dall’art. 97 della L.R. n°12/2005.
Va ricordato che la nozione di attività produttiva va intesa,seconda norma, in modo assai ampio comprendendovi , non solo naturalmente le attività industriali ed artigianali, ma anche più generalmente,quelle produttive di beni e di servizi,incluse dunque quelle agricole,commerciali,turistiche ed alberghiere, bancarie,finanziarie e telecomunicazioni.
Di fatto possiede lo stesso funzionamento dello sportello per l’edilizia, ma con una importante funzione in più:infatti esso agisce anche in materia di uso del territorio, promuovendo, se del caso,varianti urbanistiche secondo procedure assai semplificate.
Infatti,mentre allo sportello per l’edilizia si possono presentare solo progetti di edificazione,a quello per le attività produttive possono essere indirizzate anche semplici domande di mutamento della destinazione urbanistica di aree od edifici per consentire l’esercizio di attività produttive, semprechè non ve ne siano di utilizzabili o di sufficienti nel piano regolatore comunale vigente .
La procedura di variante è di molto semplificata. Lo sportello provvede alla convocazione di una conferenza di servizi fra i soggetti pubblici interessati, il cui esito eventualmente favorevole ,vale quale proposta al Consiglio comunale che su di essa si pronuncia in un’unica seduta.
L’istituzione dello sportello produttivo è obbligatoria anche per la Lombardia, dove la sua attività è molto importante dato il trattamento favorevole ricevuto dalla più volte citata l.r. n°12/2005.
Quest’ultima transitoriamente vieta ai Comuni di apportare varianti al proprio PRG, al fine di favorire la trasformazione dei PRG stessi nel nuovo strumento di pianificazione generale denominato Piano di Governo del Territorio.

A tale divieto sfuggono pochi interventi di variante e fra questi troviamo quelli promossi dallo sportello unico per le attività produttive. E' per questa ragione che lo sportello produttivo gode di un'ottima fama.

Aree destinate all’esproprio per la realizzazione di attrezzature e servizi

 E’ costituzionalmente illegittimo il combinato disposto dell’art. 9, comma 12, e dell’art. 11, comma 3, della Regione Lombardia 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), nella parte in cui non prevede l’obbligo di procedure ad evidenza pubblica per tutti i lavori, da chiunque effettuati, di importo pari o superiore alla soglia comunitaria; la normativa comunitaria in materia di appalti pubblici, riversata nell’ordinamento italiano per mezzo dell’art. 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici), nel testo sostituito dall’art.

Valutazione Ambientale Strategica di piani e programmi

Il nuovo Codice dell'ambiente , approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio scorso, disciplina anche la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) di piani e progetti, recependo la direttiva  europea 2001/42 .
Il provvedimento prevede che la procedura di Vas costituisce parte integrante del procedimento ordinario di adozione ed approvazione. Di conseguenza, sono nulli i provvedimenti di approvazione adottati senza la Vas, ove prescritta.

La Vas viene effettuata dall’apposita sottocommissione della Commissione tecnico-consultiva istituita presso il Ministero dell’Ambiente e composta da 78 membri.

I piani e programmi sottoposti a Vas sono, tra gli altri, quelli che concernono i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli. Inoltre, quelli concernenti i siti ZPS e SIC.

La Vas deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua approvazione.

Per i piani sottoposti a Vas, va redatto un rapporto ambientale, che è parte integrante della documentazione del piano o del programma. Il rapporto deve contenere la descrizione e la valutazione degli effetti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale, e l’indicazione di ragionevoli alternative.

Le informazioni da fornire nel suddetto rapporto sono indicate nell’Allegato I al Testo unico. Il proponente, inoltre, ha la facoltà di attivare una fase preliminare per definire, in contraddittorio con l’autorità competente, le informazioni richieste.

Al rapporto va allegata anche una sintesi non tecnica dei contenuti del piano o programma proposto.
Il testo prevede che siano attivate consultazioni, anche transfrontaliere, per l’effettuazione della Vas.

I giudizi di compatibilità ambientale emessi devono essere messi a disposizione del pubblico, insieme alla documentazione allegata, e deve esserne data notizia a mezzo stampa.

Il Codice fornisce tutte le indicazioni sui procedimenti.

Piano attuativo - Incompleta urbanizzazione dell’area

Presupposto imprescindibile per poter omettere la realizzazione di un piano attuattivo è la completa urbanizzazione dell’area.

In caso di edificazione disomogenea o parziale urbanizzazione è necessario dare attuazione di piano riordinando o talora definendo ex novo un nuovo disegno urbanistico di completamento della zona.

 (C.d.S., Sez. V 7/11/2001 n. 5271). Pres. Piscitello - Est. Tricarico - Soc. Sogeca c. Comune di Venafro e altri. TAR MOLISE, Campobasso 6 dicembre 2004 sentenza n. 814

L.R. Lombardia 12/2005 - Perequazione, compensazione e incentivazione

Perequazione, compensazione e incentivazione nella l.r. Lombardia 12/2005

  • Autore: Avv. Lorenzo Spallino 

  • Intervento a "L.R. 12/05 - Il Documento di Piano: strumento strategico e di programmazione"

Perequazione, compensazione, incentivazione: lemmi

I lemmi incentivazione, compensazione e perequazione indicano l'azione e il risultato dell’azione dei rispettivi verbi (l’incentivare e il suo risultato, il compensare e il suo risultato, il perequare e il suo risultato). Il Dizionario della lingua italiana di Tullio De Mauro (Paravia, 2000) riporta:

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