Il sottosuolo è del condominio

Il sedime del fabbricato costituisce il limite ultimo della proprietà individuale oltre il quale essa non si può estendere anche nel caso in cui sia nel piano più basso dell’edificio. Lo ha stabilito la Cassazione (sentenza 9 marzo 2006 n.5085) affermando che in materia di condominio non può trovare applicazione il principio generale secondo cui, estendendosi la proprietà del suolo anche al sottosuolo con tutto ciò che vi contiene, è data la possibilità al proprietario di eseguire qualsiasi scavo od opera purché non rechi danno al vicino.

Retroattiva della norma sull’edificabilità- "DL Bersani"

Ha efficacia retroattiva la norma contenuta nella manovra d’estate (articolo 36, comma 2 della legge 248/2006) che per la qualificazione di un’area edificabile ritiene sufficiente l’adozione del piano regolatore generale da parte del Comune, anche se non approvato dalla Regione.

Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale del Lazio, con la sentenza 238 del 3 ottobre 2006. Per il giudice capitolino, l’articolo 36 è una norma di interpretazione autentica che si applica anche ai giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore (4 luglio 2006).

CONDIZIONATORI RUMOROSI

Chi abita in un condominio deve controllare che il proprio condizionatore non sia troppo rumoroso, perché in caso di superamento dei limiti imposti dalla legge rischia una condanna per disturbo al riposo delle persone. Lo ha stabilito la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando la condanna inflitta al titolare di un ambulatorio medico che disturbava i vicini a causa della elevata rumorosità dell’impianto di climatizzazione. La Suprema Corte ha in proposito sottolineato che, per la sussistenza della contravvenzione prevista dal primo comma dell’art. 6

Distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento

Essersi distaccati dall'impianto centralizzato di riscaldamento di un condominio non esonera automaticamente il condomino dal pagare le rate se usufruisce comunque del calore. È quanto ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (680/2005), che ha specificato al riguardo che il riscaldamento deve essere pagato anche da chi abbia in affitto un locale ad uso non abitativo, qualora sia dimostrato che, nonostante la mancanza dei radiatori, tuttavia l'immobile "benefici in una certa misura dell'esistenza dell'impianto di riscaldamento esistente nel fabbricato", in quanto, essendo tutti i piani riscaldati, l'appartamento "riceve calore per la presenza nei muri delle tubazioni del riscaldamento.

Parcheggi sotterranei



TAR Lombardia - Milano, sez. II, sentenza 05.07.2006 n. 1715

La dizione usata dal legislatore nell'art 9, primo comma, della legge 24 marzo 1989 n. 122, il quale consente ai proprietari di immobili di realizzare "nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti", deve essere interpretata estensivamente, e quindi come comprensiva anche dei box seminterrati, purché realizzati entro l'area di pertinenza dell'immobile. La possibilità di derogare agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti rende derogabili anche le norme sulle distanze delle costruzioni dai confini di proprietà, in quanto, a fronte di una disciplina speciale dettata dalla superiore esigenza di contrastare la congestione ambientale, la disciplina delle distanze, preposta alla salvaguardia di interessi prevalentemente privatistici di buon vicinato e di ordinato esercizio della propri età, deve necessariamente recedere.

La chiusura di un balcone è soggetta a concessione

TAR Campania-Napoli, sez. IV, sentenza 28.02.2006 n° 2451

Sono assoggettate a concessione edilizia non le sole attività di edificazione, ma tutte quelle consistenti nella modificazione dello stato materiale a della conformazione del suolo per adattarlo ad un impiego diverso da quello che gli è proprio, in relazione alla sua condizione naturale ed alla sua qualificazione giuridica.

(Nella specie, la chiusura del preesistente balcone mediante apposizione di un infisso – per quanto smontabile - in alluminio e vetro comporta trasformazione urbanistica in ragione della sua destinazione ad uso non limitato nel tempo e della alterazione prodotta nello stato del territorio, stante il suo rilievo ambientale e funzionale.)

Distanze legali nei rapporti tra il condominio ed il singolo condomino

Le norme sulle distanze legali sono applicabili anche nei rapporti tra i condomini di un edificio condominiale quando siano compatibili con l'applicazione delle norme particolari relative all'uso delle cose comuni (art. 1102 c.c.), cioè quando l'applicazione di quest'ultime non sia in contrasto con le prime; nell'ipotesi di contrasto prevalgono le norme sulle cose comuni con la conseguente inapplicabilità di quelle relative alle distanze legali che nel condominio degli edifici e nei rapporti fra singolo condomino e condominio, sono in rapporto di subordinazione rispetto alle prime.

Cambio di destinazione d'uso -D.i.a. o P.c.

Con la sentenza n. 3586/2006 il Consiglio di Stato ha evidenziato che il mutamento di destinazione d''uso «funzionale», vale a dire senza opere edilizie, è assoggettato a sola denuncia di inizio attività, mentre questa non è sufficiente, ed occorre invece acquisire dal Comune il titolo edilizio espresso (permesso di costruire) se la nuova destinazione d''uso determini modifiche essenziali che comportano variazioni degli standard urbanistici con riferimento alle categorie edilizie.

Quindi, sulla base dei principi di legge statale (fatte salve le diverse discipline regionali cui l''art. 10 del D.P.R. n. 380/2001 ha rimandato la determinazione di quali mutamenti d''uso di immobili siano subordinati a permesso di costruire o a denuncia di inizio attività), le modifiche funzionali degli immobili sono state liberalizzate nel senso che è sufficiente la presentazione della DIA laddove il semplice cambio di destinazione d''uso sia stato effettuato senza opere evidenti in quanto non implica necessariamente un mutamento urbanistico-edilizio del territorio comunale e, come tale, non abbisogna di concessione edilizia qualora non sconvolga l''assetto dell''area.

Ammissibilità interventi di demolizione e ricostruzione

La ristrutturazione non sempre  presuppone l'intervento fotocopia (ovvero l’abbattimento e la ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma). Va, infatti, ritenuto legittimo l'intervento di ristrutturazione mediante abbattimento e ricostruzione di un nuovo fabbricato con caratteristiche diverse da quella preesistente qualora la normativa tecnica comunale permetta la «sostituzione dell’organismo con altro in parte o in tutto diverso dal precedente anche dal punto di vista del sedime» E' questo il principio enunciato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2364/2006.

Obbligo per la P.A. di redazione varianti progettuali

Negli appalti di lavori pubblici l'amministrazione appaltante ha l'obbligo di collaborare agli adempimenti dell'appaltatore, attraverso il compimento di quelle attività necessarie affinché quest'ultimo possa realizzare il risultato cui si è impegnato. In tal senso l'elaborazione di varianti in corso d'opera, che di norma costituisce una mera facoltà per la P.A., esercitabile in presenza delle condizioni previste dalla normativa vigente, può configurarsi come espressione dell'obbligo sopra descritto. E' questo il principio sancito dalla Corte Suprema di Cassazione, sezione I, con la sentenza n. 10052 del 29 aprile 2006.

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