Ammissibilità interventi di demolizione e ricostruzione

La ristrutturazione non sempre  presuppone l'intervento fotocopia (ovvero l’abbattimento e la ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma). Va, infatti, ritenuto legittimo l'intervento di ristrutturazione mediante abbattimento e ricostruzione di un nuovo fabbricato con caratteristiche diverse da quella preesistente qualora la normativa tecnica comunale permetta la «sostituzione dell’organismo con altro in parte o in tutto diverso dal precedente anche dal punto di vista del sedime» E' questo il principio enunciato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2364/2006.

Obbligo per la P.A. di redazione varianti progettuali

Negli appalti di lavori pubblici l'amministrazione appaltante ha l'obbligo di collaborare agli adempimenti dell'appaltatore, attraverso il compimento di quelle attività necessarie affinché quest'ultimo possa realizzare il risultato cui si è impegnato. In tal senso l'elaborazione di varianti in corso d'opera, che di norma costituisce una mera facoltà per la P.A., esercitabile in presenza delle condizioni previste dalla normativa vigente, può configurarsi come espressione dell'obbligo sopra descritto. E' questo il principio sancito dalla Corte Suprema di Cassazione, sezione I, con la sentenza n. 10052 del 29 aprile 2006.

PGT in Lombardia, quali aspettative .

Ho avuto la fortuna di partecipare ai due cicli , riguardanti il governo del territorio, organizzati dal Politecnico di Milano e dalla Regione Lombardia ,riconosciuto da quest'ultima ai fini dell'art.23 della L.R. 12/2005.I corsi sono iniziati a Gennaio ed ultimati lo scorso 19 maggio. Parecchi relatori, da Avvocati ,professionisti tecnici Architetti , Ingegneri,Agronomi, Docenti universitari e Dirigenti pubblici regionali e comunali, si sono succeduti nella trattazione delle tematiche più stuzicanti ed in parte anche innovative che la L.R.12/2005 ha introdotto per quanto concerne la futura pianificazione urbanistica .

Tasso di mora per appaltatori OO.PP.

Il D. Min. Infrastrutture e trasporti 12.5.2006, pubblicato nella G.U. n. 118 del 23.5.2006, ha provveduto a determinare il tasso di interesse di mora da applicare ai sensi dell'art. 30 del Capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici approvato con D.M. 19 aprile 2000, n. 145, per il periodo 1 gennaio 2006-31 dicembre 2006, nella misura del 5,35%.

Indicazioni sul classamento degli immobili delle categorie D ed E. La revisione è prevista dalla Finanziaria 2005

L’Agenzia del Territorio ha emanato la circolare n. 4 del 16 maggio 2006 per fornire indicazioni sul classamento catastale degli immobili ricompresi nelle categorie D (immobili a destinazione speciale) ed E (immobili a destinazione particolare).

Lo scopo è quello di agevolare gli uffici e i professionisti nelle procedure relative all’applicazione dell’art. 1, comma 336, della legge n. 311 del 2004 (legge Finanziaria per il 2005) che prevede la parziale revisione del classamento catastale degli immobili che sono stati oggetto di ristrutturazione.

L’Agenzia precisa i criteri per la corretta individuazione dell’unità immobiliare, cioè del “modulo di base” del catasto edilizio urbano, nonché i criteri operativi per il classamento delle unità.

Governo del territorio: contributi agli Enti Locali

   

La giunta regionale, su proposta dell'Assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, ha approvato le misure di sostegno finanziario agli enti locali per l'attuazione della legge regionale 12/2005 per il governo del territorio (deliberazione n. 8/2323 del 5/4/2006).

"Si tratta - spiega l'Assessore Boni - di un sostegno economico rivolto ai Comuni lombardi per aiutarli nell'attuazione della legge 12, nella realizzazione dei Piani di Governo del Territorio (PGT) e dei documenti di inquadramento dei piani integrati per il recupero di aree dismesse. Un contributo importante e significativo in questa fase di accompagnamento agli enti locali, prevista dalla stessa legge 12. Prosegue inoltre la collaborazione con le Province per l'aggiornamento dei Piani territoriali di coordinamento, per i quali è dedicata una parte dei finanziamenti."

Entrerà in vigore il 1° luglio 2006 il nuovo Codice degli appalti pubblici.

Il Dlgs 163/2006“Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio e prevede un periodo di vacatio legis di 60 giorni, come previsto dall’art. 257.

Il nuovo testo unico abroga la legge Merloni, la legge quadro sui lavori pubblici 109/1994, e i decreti relativi agli appalti di servizi (Dlgs 157/1995), agli appalti nei settori speciali (Dlgs 158/1995) e alle forniture (Dlgs 358/1992).

In realtà non tutte le disposizioni del Codice troveranno applicazione da luglio: ci sarà un anno di tempo per emanare il Regolamento di attuazione, che entrerà poi in vigore 180 giorni dopo la sua pubblicazione; di conseguenza fino ad allora continueranno a valere le norme ad oggi vigenti, in particolare il regolamento di attuazione della Merloni (Dpr 554/1999) e il regolamento del sistema di qualificazione (Dpr 34/2000).

Testo Unico Ambientale

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'atteso testo unico ambientale. È stato firmato il 3 aprile 2006 dal Presidente della Repubblica il nuovo Decreto Legislativo in materia ambientale approvato dal Consiglio dei Ministri in via definitiva lo scorso 29 marzo in attuazione della legge delega 308/2004.

Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 88 del 14 aprile 2006 - Supplemento ordinario n. 96 (ndr). Considerato che il decreto legislativo, una volta pubblicato sulla gazzetta, entrerà in vigore due settimane dopo la pubblicazione, di fatto il nuovo testo sarà probabilmente effettivo verso i primi di maggio (la data di entrata in vigore è stata fissata al 29 aprile 2006 ndr). Fino ad allora continueranno ad applicarsi le norme oggi vigenti. Il provvedimento riscrive le principali regole in materia ambientale, è articolato in sei sezioni che disciplinano le seguenti materie:

  1. Disposizioni comuni, finalità , campo di applicazione
  2. Valutazione impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, autorizzazione unica
  3. Difesa del suolo tutela e gestione delle acque
  4. Rifiuti e bonifiche
  5. Tutela dell'aria
  6. Danno ambientale

Il nuovo testo unico contiene anche le norme regolamentari (limiti di emissione, limiti allo scarico, standard per le bonifiche ecc.). Fa salve molte norme tecniche regolamentari soprattutto nella sezione rifiuti che rimarranno in vigore fino all'emanazione di futuri nuovi decreti.

Nuovi termini per la dichiarazione in catasto degli immobili di nuova costruzione

Con la circolare n. 3 del 2006, l’agenzia del Territorio fornisce direttive per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 34-quinquies, comma 2, lettere a) e b), del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, aggiunto in sede di conversione dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, pubblicata sulla G.U. n. 59 dell’11/3/2006.
La norma sopra citata modifica il termine previsto dagli art. 28 e 20 del Regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito con modificazioni con legge 11 agosto 1939, n. 1249, per quanto concerne la presentazione delle dichiarazioni in catasto delle unità immobiliari di nuova costruzione, di quelle che dalla categoria delle esenti passano a quelle soggette ad imposta e per le variazioni intervenute nelle unità immobiliari già censite.
Il nuovo termine è previsto in trenta giorni dal momento in cui: i fabbricati sono divenuti abitabili o servibili all’uso cui sono destinati (caso delle nuove costruzioni), sono stati persi i requisiti per godere dell’esenzione (caso degli immobili esenti), o le variazioni si sono verificate (caso delle unità immobiliari già censite mutate nello stato).
Risulta, quindi, notevolmente abbreviato il termine originariamente previsto al 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si verifica la circostanza che fa insorgere l’obbligo della dichiarazione catastale.
Inoltre, in attuazione del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio in data 23 febbraio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 1° marzo 2005, n. 49, con la presente circolare si estende la possibilità del pagamento attraverso depositi interni precostituiti dei tributi relativi agli atti di aggiornamento di catasto urbano (Docfa), modalità fino ad oggi consentita solo per le ispezioni ipotecarie e le visure catastali. Per ogni chiarimento in merito all’applicazione specifica delle nuove disposizioni è possibile rivolgersi agli Uffici provinciali dell’Agenzia.

Lo sportello unico per l’edilizia

Mi vengono richieste delucidazioni sul funzionamento dello sportello unico per l'ediliza in Lombardia ,alla luce della L.R. 12/2005 e con piacere di seguito svilupperò alcune utili considerazioni.

Lo sportello unico,che proprio unico non è visto che, a dispetto del nome ce ne sono due: infatti,oltre a quello unico vero e proprio detto dell’edilizia,c’è anche quello delle attività produttive.
L’istituzione dello sportello unico per l’edilizia risale a quasi un decennio fa, ed è motivata dall’esigenza di semplificare i rapporti fra pubblica amministrazione e cittadini, dando a questi ultimi,in materia edilizia,un unico interlocutore,appunto lo sportello,anziché i numerosi uffici ai quali,altrimenti,si dovrebbe bussare per ottenere l’agognato permesso di costruire.
L’idea in fondo è che lo sportello costituisce motore di tutti gli adempimenti necessari per emanare il provvedimento amministrativo di silenzio assenso edilizio.
Riceve di fatto l’istanza del cittadino,raccoglie tutti i pareri necessari,ivi compreso il parere della commissione edilizia, convoca conferenze dei servizi comunali interessati . In concreto, lo sportello svolge tutta la fase istruttoria delle istanze di edificazione (ovvero delle denunce di attività) ed alla fine emana esso stesso il provvedimento abilitativi.
E non è finita. Lo sportello è veramente poliedrico. Provvede infatti anche a soddisfare eventuali istanze informative,certificative e di accesso agli atti dei cittadini aventi titolo, ed a ricevere,dopo l’edificazione, la richiesta di agibilità. L’attività dello sportello è coordinata da un funzionario responsabile dello stesso servizio .
Di fatto ,in materia edilizia il Sindaco e l’Assessore sono sostituiti da uno sportello come destinatario delle nostre domande.
La disciplina dello sportello unico è naturalmente contenuta nel T.U. dell’edilizia n°380/2001 (art.5) ma, in ossequio al federalismo,in Lombardia non si applicano le norme del Testo unico statale, ma quelle della recente legge regionale n° 12/2005 (art.32) in materia di governo del territorio,che ne riproduce il testo senza significative modificazioni,salvo una,assai importante. Nel resto d’Italia lo sportello è obbligatorio , in Lombardia, no . Esso è facoltativo, nel rispetto della libertà di scelta dei Comuni. E, se vogliamo in ossequio anche ad un certo al buon senso .
Nei piccoli Comuni ,ove spesso il tecnico comunale è il solo addetto al settore territorio, se non addirittura a scavalco od incaricato con altri Comuni,l’istituzione dello sportello unico sarebbe solo puramente nominale. Infatti, il tecnico sarebbe lo sportello di se stesso.
Pur vendo maturato un’esperienza soddisfacente , il funzionamento dello sportello unico per l’edilizia , ha lasciato immutati tutti gli altri problemi, in quanto lo stesso non possiede un struttura unica utilizzando all’interno dello stesso una struttura rimasta frammentata per la suddivisione delle competenze, lasciando così inalterato il frequente rimbalzo di responsabilità .
Allo sportello unico per l’edilizia si affianca,come citato, quello delle attività produttive,previsto dal D.P.R. n° 447/98 e dall’art. 97 della L.R. n°12/2005.
Va ricordato che la nozione di attività produttiva va intesa,seconda norma, in modo assai ampio comprendendovi , non solo naturalmente le attività industriali ed artigianali, ma anche più generalmente,quelle produttive di beni e di servizi,incluse dunque quelle agricole,commerciali,turistiche ed alberghiere, bancarie,finanziarie e telecomunicazioni.
Di fatto possiede lo stesso funzionamento dello sportello per l’edilizia, ma con una importante funzione in più:infatti esso agisce anche in materia di uso del territorio, promuovendo, se del caso,varianti urbanistiche secondo procedure assai semplificate.
Infatti,mentre allo sportello per l’edilizia si possono presentare solo progetti di edificazione,a quello per le attività produttive possono essere indirizzate anche semplici domande di mutamento della destinazione urbanistica di aree od edifici per consentire l’esercizio di attività produttive, semprechè non ve ne siano di utilizzabili o di sufficienti nel piano regolatore comunale vigente .
La procedura di variante è di molto semplificata. Lo sportello provvede alla convocazione di una conferenza di servizi fra i soggetti pubblici interessati, il cui esito eventualmente favorevole ,vale quale proposta al Consiglio comunale che su di essa si pronuncia in un’unica seduta.
L’istituzione dello sportello produttivo è obbligatoria anche per la Lombardia, dove la sua attività è molto importante dato il trattamento favorevole ricevuto dalla più volte citata l.r. n°12/2005.
Quest’ultima transitoriamente vieta ai Comuni di apportare varianti al proprio PRG, al fine di favorire la trasformazione dei PRG stessi nel nuovo strumento di pianificazione generale denominato Piano di Governo del Territorio.

A tale divieto sfuggono pochi interventi di variante e fra questi troviamo quelli promossi dallo sportello unico per le attività produttive. E' per questa ragione che lo sportello produttivo gode di un'ottima fama.